50° Anniversario alluvione di Firenze: 4 Novembre 1966-2016

50° Anniversario alluvione di Firenze – 4 Novembre 1966 – 4 novembre 2016 

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 comunicato stampa Consiglio Nazionale Geologi

Il presidente del CNG Peduto:”Quanto abbiamo imparato in 50 anni? Ben 7 milioni di italiani vivono in aree ad elevato rischio idrogeologico e non è stata ancora completata la Carta Geologica Nazionale”.allu3

Era il 4 Novembre del 1966 ben 35 furono le vittime accertate di quella che passerà alla storia come l’alluvione di Firenze ma l’intero Nord fu drammaticamente colpito con lo straripamento di fiumi in Veneto , Trentino , Friuli . Migliaia di giovani di tutto il mondo diedero vita ad una grande catena di solidarietà , furono chiamati gli Angeli del Fango. Nacque il volontariato e scesero in campo i grandi nomi della cultura e del cinema. Da non dimenticare il documentario di Franco Zeffirelli.

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“L’alluvione di Firenze rappresentò un vero spartiacque – ha dichiarato Francesco Peduto, Presidente del Consiglio Nazionale dei Geologi – in quanto in Italia proprio dopo quell’evento per la prima volta fu istituita la Commissione Interministeriale per lo studio della Sistemazione idraulica e della Difesa del suolo, presieduta da Giulio De Marchi da cui prese il nome . A seguito dei lavori della Commissione saranno approvati la costituzione delle Autorità di Bacino e del servizio di protezione civile . Ma quanto oggi in Italia si sia coscienti del rischio derivante dal dissesto idrogeologico non possiamo ancora dirlo se solo pensiamo alla mancata prevenzione ed alle continue alluvioni che registrano vittime e danni anche al patrimonio artistico.  Dal  2008 ad oggi, in Italia,  la superficie delle aree definite a pericolosità geomorfologica/idraulica  è passata dal 9,8% al 15,8% del territorio nazionale.  Ben 7 milioni di italiani vivono in aree ad elevato rischio idrogeologico e sono a rischio 35.000 siti archeologici . L’Italia è il Paese ricchissimo  di risorse ambientali storiche artistiche ma è anche un territorio geologicamente giovane, fragile e delicato, esposto a rischi idrogeologici e sismici e purtroppo spesso lo dimentichiamo come testimoniano anche i drammatici eventi di questi ultimi mesi . C’è un percorso iniziato con Casa Italia , per la prima volta i geologi sono stati chiamati dal Governo al tavolo di concertazione . Ma questo deve essere solo l’inizio . Nel nostro Paese non è stata ancora completata la Carta Geologica Nazionale nonostante il fatto che il nostro territorio è fra quelli più esposti a georischi . Sempre nella nostra Italia , a causa di scelte passate errate (garbato eufemismo) solo da pochi giorni si sta rimediando alla improvvida scelta che ha cancellando quasi del tutto i Dipartimenti di Scienze della Terra che rappresentano il vero grembo tecnico, conoscitivo e culturale dove il geologo nasce . In pochi anni i Dipartimenti sono passati da 34 a 8 e negli ultimi 15 anni  i geologi nelle Università italiane sono diminuiti di oltre il 25%. Quale futuro in una Nazione senza geologi che come racconta l’etimologia della parola sono i veri studiosi della Terra? ”.

 E L’11 Novembre Grande Convention Nazionale dei Geologi Italiani a Firenze a 50 anni dall’alluvione.

I Dati Meteo

La cosa importante da tener presente è che non conta quanto piovve a Firenze città, ma conta quanta pioggia è caduta nel bacino imbrifero, ovvero sull’arco del territorio in cui l’acqua affluisce nell’Arno e arriva a Firenze.

Ecco alcuni dati pluviometrici di pioggia in 24 ore antecedenti.

Renacci (San Giovanni Valdarno) (AR) 227.0 mm. Firenze (Ximeniano) 173.4 mm.
Camaldoli (AR) 209.0 mm. Antella (FI) 164.8 mm.
Stia (AR) 207.0 mm. Santuario della Verna (AR) 151.0 mm.
Vallombrosa (FI) 203 mm. Arezzo 101.8 mm.
Fiesole (FI) 182.0 mm. Badia Agnano (AR) con 437.2 mm in 48 ore, di cui 338.7 mm in 24 ore!!!
Bagno a Ripoli (FI) 180.0 mm.

si superano i 200 mm in 24 ore, che praticamente è più della media della pioggia di tutto il  mese di novembre, il disastro è quasi inevitabile.

Alcuni dati dell’altezza che raggiunsero i fiumi (dati idrometrici).

L’Arno già in Casentino a Subbiano: altezza massima di 10.58 m. Record dal 1929. Livello di guardia a 3.50 m.

Anche il Sieve (affluente importante dell’Arno) a Fornacina: 6.90 m. Record dal 1921. Livello di guardia a 3.50 m.

L’Arno a Nave di Rosano ai margini di Firenze: livello massimo di 10.30 m. Record dal 1920. Livello di guardia 4.00 m.

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